Note a margine n. 193

Poverta macelloI

NUOVI POVERI E LA FORTUNA DI TENERE DURO

Ricevo e pubblico senza commento questi brevi versi di Elmiki, che trovo di grande attualità.

OGGI E’ UN MESE

Trascinavo i miei giorni
tra economie inverosimili
rinunce e impietose cartelle esattoriali.
Poi venne lo sfratto e mi finì.
Oggi è un mese che t’incontrai
mentre vagavo tra gli spifferi
dell’ inverno incipiente
nei pressi di una nube di soffritto
e di unto che si sfilacciava
lungo il marciapiede:
e lì mi offristi il sorriso
(ché il mio avevo perso non so dove)
ed un pasto quotidiano,
dal mcdonald sotto casa,
col tuo stipendio di part time
d’assistente dentista in nero
e con mance di routine.
E nel tuo monolocale
in cortile semicentrale,
dove ancora ci portiamo
il milk-shake al cioccolato in due
e spartiamo hamburger di base,
mi salvasti dal crollo finale
scaldandomi le notti
e persino i lunghi pomeriggi
con le tue gambe affusolate
ed i seni prorompenti
che ad arte sommuovi
per la mia gioia reiterata.
Ah quanto coraggio m’incitasti
e a ritrovar fiducia ed autostima,
e a perseverare così,
con acconce parole di sprone!
Ormai, sei tu l’essenzialità
della mia vita grama.
“Tieni duro!’, mi raccomandi, ognora:
oh, che pleonasmo non sai,
amor mio!

Elmiki

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Una risposta a Note a margine n. 193

  1. helena ha detto:

    Inauguro con te, amico caro, ad inoltrarmi per queste nuove strade colorate di dipinti, disegni, immagini varie a cui non ero preparata a sorpassarne la soglia: forse tutto resta uguale, ma i cambiamenti mi hanno tolto sempre la sicurezza, sin da quando ero bambina. E mo’ falla finita!
    Oh Elmiki, che tenera poesia, siamo proprio fatti di frantumi di vetro che brillano di luci diverse.
    Questa volta mi piace porgerti ammirazione e simpatia da parte di un poeta a cui piaceva cantare le sue emozioni. Da un mio libro edito da Pierre Seghers, di cui esistono pochissimi esemplari: JACQUES BREL – Presentation par Jean Clouzet.

    UNE ILE
    Une ile au large de l’espoir
    Ou’ les hommes n’auraient pas peur
    Et douce et calme comme ton miroir
    Une ile claire comme un matin de Paques
    Offrant l’oceane langueur
    D’une sirene a’ chaque vague
    Viens
    Viens mon amour
    La’-bas ne seraient point ces fous
    Qui nous disent d’etre sages
    Ou que vingt ans est le bel age
    Voici venu le temps de vivre
    Voici venu le temps d’aimer

    Une ile
    Une ile au large de l’amour
    Posee sur l’autel de la mer
    Satin couche’ sur le velours
    Une ile chaude comme la tendresse
    Esperante comme un desert
    Qu’un nuage de pluie caresse
    Viens
    Viens mon amour
    La’-bas ne seraient point ces fous
    Qui nous cachent les longues plages
    Viens mon amour
    Fuyons l’orage
    Voici venu le temps de vivre
    Voici venu le temps d’aimer
    Une ile qui nous reste a’ batir
    Mais qui donc pourrait retenir
    Les reves que l’on reve a’ deux
    Une ile
    Voici qu’une ile est en partance
    Et qui sommeillait en nos yeux
    Depuis les portes de l’enfance
    Viens
    Viens mon amour
    Car c’est la’-bas que tout commence
    Je crois a’ la derniere chance
    Et tu est celle que je veux
    Voici venu le temps de vivre
    Voici venu le temps d’aimer

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