Note a margine n. 188

barion-1.jpgUN UOMO? PARLATEMENE PER FAVORE…

Addio Monti, titolano i quotidiani. Pare che siamo al redde rationem, e già si evidenza la ostinata puntuale idiosincrasia di quelli che sono adusi soltanto a giudicare e rifiutano come un insulto l’ essere giudicati. Non dimenticheremo facilmente la spocchia ed il ditino sollevato di certe figure – ricche di patrimonio e di reddito – che per un anno e passa, discettando e disponendo di realtà a loro sconosciute se non come modelli accademici, e forse perseguendo ben altri fini – hanno sottratto agli italiani le ultime risorse di entusiasmo e di fiducia, hanno eroso l’ autostima e la speranza, ancor più dei loro risparmi.
Dall’ esatto momento della disfatta di questo governo per caso, stiamo assistendo a paurose cadute di stile, a repentine perdite di aplomb, a rapidi mutar di toni: sarà l’ ansia di doversi presentare in altri superiori misterici consessi con le commesse inevase o evase solo a metà?
Siamo alle allusioni traverse, alle prefigurazioni del ‘vedrete ora’, i toni didattici, i tagli accademici se ne sono andati altrove. Beh, dopo tutto, non ci eravamo sbagliati; la puzza della miccia l’ avevamo colta dal primo istante sin da quando qualcuno ha chiamato a raccolta una combriccola di amici e sodali e costoro sono giunti con i bagagli belli e pronti. Non abbiamo mai saputo come e da quando si conoscevano, quale rapporto così stretto li univa, quali le condivisioni, le mire, i metodi operativi. Certo, doveva saperlo chi ha affidato l’ incarico, ma noi siamo stati tenuti in disparte, all’ oscuro di tutto. E questo, come tutto ciò che non è trasparente, è sospetto e intuibilmente indispone la gente che, invece ha diritto di sentirsi protagonista e non semplice destinataria di decisioni altrui.
Non sarebbe stato difficile saper raccogliere, sia pure nelle ore del dramma che stiamo vivendo, la solidarietà e la condivisione: non volevamo un Monti con le palle di Churchill, ma qualcosina in più la meritavamo, ci spettava. Ed ora, addirittura, lo si intravede al Quirinale.
Il ritorno di Berlusconi – patetico o velleitario che sia – è anche colpa loro. Ed il Paese dovrà affrontare anche quest’altra dura prova al buio. Mentre l’ unica certezza è che i politicanti stanno già affilando i denti per arraffare quanto più potere possibile. Vecchi e nuovi Proci insaziabili si piazzeranno in casa e vivranno a sbafo per un altro pezzo della loro vita, mentre altri, in procinto di scontare il voltagiacchetta, si propongono invano qua e là per strada come vecchie puttane a prezzo di realizzo, e a latere, altre nere sinistre figure getteranno reti a maglie strettissime per schiavizzarci in nome di una frenesia paranoide ormai incontrollabile.
Per favore, se trovate un uomo, l’ Uomo giusto, datemi un segno, parlatemene ora, non dopo; ché io sto nel pallone e alle urne voglio poter fare il mio dovere liberamente consapevolmente. Purché in campagna elettorale non tentino di prendermi ancora una volta per il culo con le loro facce di culo ammiccanti sui cartelloni dei gentilizi, e spottivù. Per questo già ci sono masse di fideisti gregali. Basta sfioragli il punto G e andranno in orgasmo con tanto di eiaculatio precox. Con me, non ci provino che gli sputo in faccia! Poi, mi deportino pure nel primo Gulag disponibile.

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