Note a margine n. 168

SIGNORA MA NON TROPPO…E NON TUTTE

Io non sono uno specialista di proprietà lessicali e, quanto alle “signore”, ho poche esperienze, non mi capitano tutti giorni; e così mi chiedo con che faccia i credenti, con le loro preghiere, invocazioni e opere possano attendersi seriamente che la Madonna si occupi di loro con benevolenza.
A parte il Salve Regina (che mi sembra un titolo abbastanza adeguato), infatti, tutti non fanno che umiliarla, declassarla, dequalificarla. E poi avanzano pretese. La chiamano signora!
A partire da Notre Dame de Paris, Nostra Signora di Parigi, via via attraverso Nostra Signora di Lourdes (o Nostra Signora del Rosario), Nostra Signora di Fátima Nostra Signora del Buon Consiglio, Nostra Signora di Bonaria, Nostra Signora di Guadalupe, Nostra Signora di Aparecida, Nostra Signora di Tergu, Nostra Signora di Reggio, Nostra Signora di Bonaria, Nostra Signora di Castello, Nostra Signora di Coromoto, Nostra Signora di Akita, Nostra Signora di Valme, Nostra Signora del Pilar a Saragozza, Nostra Signora di Soviore, Nostra Signora di Montallegro, Nostra Signora di Czestochowa, e qui mi fermo: ce ne sono a centinaia.
Ma come, rivolgendosi alla Madre dell’ Immenso Imperatore dell’ Universo (anche quello chiamato semplicisticamente Signore arrecandogli ingiuria mortale!) dovrebbero quanto meno appellarla Regina delle Regine! Ma cosa è mai questa riduttiva confidenza di chiamarla “signora”?! e questo “tu” amicale chi l’ ha autorizzato!?
Poi non ci lamentiamo se a un pretonzolo (Don Patriciello) che passa il tempo ad occuparsi di combattere la malavita organizzata solo col suo coraggio, ospite in una Prefettura per discutere di problemi serissimi, gli scappa di dire solamente “la signora”, riferendosi alla Prefetta di Caserta presente, sì che l’ eccellentissimo, sublime, eccelso, eminente Prefetto di Napoli della Repubblica Italiana, anche lui presente al fattaccio, si è giustamente risentito e, davanti a tutti gli astanti, lo ha interrotto e gli ha fatto una ramanzina con i fiocchi, una lunga ed energica lavata di testa, per rimproverargli che certe cose non si fanno! E che cacchio! Siamo seri. Quando ci vuole ci vuole. Mentre la Prefetta vittima dell’ ingiuria non ha ritenuto di spendere almeno una parolina per spegnere il fuoco ardente dell’ incollerito rappresentante della Repubblica Italiana fumante di indignazione. “…se io lo chiamerei “signore”, gli è scappato da dire al qualificatissimo e indignato rampognante all’ indirizzo del pretonzolo contrito e pubblicamente umiliato a dovere. “Perdonatemi, sono un prete di periferia e non conosco certe regole…”. Guardate in internet il video della scena ripresa da un cellulare.
‘Sti cazzoni di preti. Si vergognino. Non si offende così la gente. I valori sono valori e le distanze sono distanze.
Ah quando c’era lui! Facciano il piacere: signora lo vadano a dire alla Madonna!

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