Note a margine n. 164

IMMAGINI E ICONE

Dove ero rimasto? Già, stavo cercando un tipo “di sostanza” da querelare per diffamazione. Ma tutto sommato – riflettendoci meglio – anche come sogno, mi pare un po’ troppo modesto. Anche ad andarmi bene e presto, quanto credete che mi possano assegnare per risarcire il danno? Non più di una manciata di monetine, quattro soldini e una figurina di S. Antonio: nel mio caso saremmo nella fattispecie di danno all’ immagine modello base e non alla superaccessoriata icona del mammasantissima.
Sapete bene: da noi, quella che conta per definizione, a priori, per la consorteria di appartenenza anche se, professionalmente e umanamente, sei una merdaccia, magari ricoperta con cura per le malefatte giustificate, solo per dirne una delle tante, da una estrosa “incapacità transeunte” che viene alla bisogna – anche con ritmi ultrannuali – quando adeschi un bambino nel cesso di un cinema, e se ne va quando eserciti le tue superiori funzioni sociali, quelle che “guai a chi te le tocca!”.
Ma chi vuoi che mi consideri un po’ più di niente? “Ma quando mai hai fatto niente nella tua vita!?” Così, recentemente, ho udito urlare con arroganza un corpulento messere politico, in una diretta tv, all’ indirizzo di un altro ospite che gli rinfacciava certe “intemperanze” nel maneggio a proprio vantaggio personale di ingenti somme affidategli fiduciariamente solo in amministrazione. Già; io quando mai ho fatto niente nella mia vita?!
Mi chiedo, ahimè: ma è inutile che mi inventi risposte alternative, eufemismi, litoti: nulla.
Quello lo hanno arrestato dopo 48 ore nemmeno; ma almeno è un bel po’ che il messere appare in tutte le salse fotografiche sulla stampa di ogni tipo e servizi tv: il fracasso è pubblicità. Ora potrebbe anche scrivere un instant book di memorie e foschi avvertimenti trasversali, con la soddisfazione del successo editoriale assicurato. Buon per lui.
Certo, l’ autore, magari non sarà del calibro della produzione letteraria del sig. Cesare Battisti, spesso pubblicato a Parigi da Gallimard (L’ombre rouge. ’95) e tradotto per gli ammiratori stronzetti italioti da Einaudi (v. L’orma rossa, ’99), e non potrà aspirare all’ onore di vedere pubblicato un proprio racconto addirittura unitamente a quelli di Jean-Jacques Busino, il nostro Carlo Lucarelli, Jean-Bernard Pouy e Tito Topin (Naples, Eden Production, Parigi, 1999). Però, c’è da essere certi che non ci sarebbero copie invendute.
A me non mi metterebbero nemmeno in elenco telefonico se potessero scegliere.
Tanto per intenderci meglio: cosa credete che potrei chiedere al diffamatore se avesse detto che un mio libro è “Un libro letterariamente inesistente, scritto con i piedi da uno scribacchino mestierante, senza un’idea, senza un’ombra di “responsabilità dello stile”?
Un cazzo. Spese compensate.
Ma dovrei poter contare sulla buona sorte della mia querela e sulla benevolenza del giudicante.

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Una risposta a Note a margine n. 164

  1. helena ha detto:

    Questa mattina presto dopo mesi e mesi avari, e’ caduta rumorosa la pioggia per una manciata di minuti appena, forse venti o forse trenta, ma aveva il gusto speciale di un sorso bianco privo di odore. “E la terra era onde e gli alberi sembravano vele”.
    Ma il sole e’ tornato subito a splendere per non permettere di essere dimenticato cosi’ facilmente; ed eccolo giu’ giu’ vittorioso nelle vie e nelle strade fra ruote e scarpe rassegnate all’abbaglio. annunciare con calore la sua determinazione a sporgere querela nei confronti di uomini dappoco ingrati ed abietti, per prendersi anche la soddisfazione di poter mettere un po’ estrosamente sotto vetro quella manciata di minuscoli detriti e di stelline, che ricevera’ forse a risarcimento: un bel “dada” da far salire ad honorem in alto fino all’universo indignato e come lui ribelle, stufo di inviare inutilmente luci alla miseria umana galleggiante sulla terra, senza peso di anima e di corpo.

    ” Adamah haitah gali’m
    ve haetzi’m damuh lemifrasi’m ”
    ” La terra era onde
    e gli alberi somigliavano a vele “

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