Note a margine n. 159

FACCIAMOCI UN FAVORE

A commento della mia nota n. 158 mi giunge un “epitaffico” commento a firma Daniela: “Matteo 7 -1, 5”
Per chi non lo ricordi,: “Non giudicare per non essere giudicati…”.
La ringrazio per l’ opportunità di dire anche la mia sull’argomento.
Mi sono chiesto e ho riletto criticamente quanto ho scritto, eppure, non vi ho trovato un minimo di correlazione che giustifichi il secco richiamo del minaccioso ammonimento che il Matteo riuscì o a stenografare velocemente o a registrare, o a ricordare, prodigiosamente parola per parola e non in sunto, perfettamente a memoria e a trascrivere poi, a distanza di diversi anni, assieme a tutto il resto del lungo ed articolato “discorso della montagna” di Gesù. Ma per favore!
A meno che, da furbacchione pubblicano stile equitalia ante litteram, egli non se lo sia confezionato da sé e, per dargli lustro, lo abbia attribuito al Maestro. Da saputello primo della classe, visto che gli amici Giovanni, Luca e Marco, o non erano abbastanza preparati o erano distratti in altre cose, e glissarono, per così dire, sull’ argomento.
Ma, lasciamo perdere.
L’ esortazione di Matteo a praticare l’ ignavia fantozziana, non per spontaneo amore del prossimo, ma per opportunismo o per timore della ritorsione, cioè per mettersi al sicuro dal taglione del “dente per dente, occhio per occhio”, manco a farlo apposta viene considerato non per caso, il comodo motto degli improbi interessati a crearsi un gruzzolo di credito per compensare con i loro debiti.
Certo è che il sig. Matteo aveva molti buoni motivi personali per desiderare di non farsi giudicare, considerato che nemmeno la sua casa veniva giudicata dagli apostoli degna di ospitare Gesù. E considerato che l’ insegnamento di Gesù (ama il tuo prossimo…porgi l’altra guancia…) divergeva nettamente dalla antica regola del dente per dente (fu la sua rovina), io stento a credere che siffatta minaccioso ammonimento sia attribuibile a lui, che, diversamente avrebbe detto: “Non giudicare per amore del prossimo” e basta. In linea col suo insegnamento.
Ma, lasciamo perdere.
Mi sono chiesto se il termine “non giudicare” si riferisca soltanto a “non emanare una sentenza”, o se estenda il minaccioso divieto anche a “non avere opinioni, convinzioni, pareri, giudizi, discernimenti, idee, etc.” secondo il ferreo principio del sullodato rag.Ugo e del suo nobile motto ecumenico: “Ma com’è buono Lei…!!” quattro stagioni e buono per ogni occasione.
Allora; restituiamo il salis sapientiae del battesimo, e…nulla più cum grano salis! meglio l’ insipienza di comodo, dunque. Tiriamoci fuori, anche se tutte le tragedie del mondo sono state permesse con l’attiva complicità di coloro che “non ne hanno voluto sapere”, che vilmente non hanno saputo prendere una posizione.
Tutto e tutti promossi, accettati, condivisi; a partire dai nostri fornitori, conoscenti, vicini di casa, medici, avvocati, politici, frequentatori, compagni, etc.
A proposito, si parlava di burraco on line: vorrei vedere le cosiddette lunghe “liste nere” dove gli evangelici-farisaici giocatori relegano a vita quelli che loro “giudicano” indegni di loro, e le “liste verdi” dove, invece, inseriscono coloro che giudicano degni. Trionfo della ipocrisia.
Siate ignavi, dunque; frugate nei vangeli il supporto tecnico ad effetto, citatelo anche a sproposito, o coniate voi stessi le parole ricercate per accettare di tutto che vi capita. Andrete d’accordo con tutti. Ignavia, è peccato capitale? C’ é contraddizione? Sarà, ma dovete ammettere, la comodità di non esporsi, di non prendere posizione, di mettersi al sicuro da responsabilità?! I peggiori nemici della società di sempre. Altro che disprezzo.
Ma lasciamo perdere.
Ai cultori della citazione “borsuale” (tirata fuori dal cilindro o dalla tasca a seconda delle circostanze e convenienze, che è sempre meno impegnativo di un minimo pensiero scritto) devo, però ricordare.
Non credo che il Creatore ci abbia dotati di intelletto e poi ci comandi di non usarlo, e ci voglia tutti esangui marionette.
Sull’argomento, ho dovuto perderci un po’ di tempo, ma ne è valsa la pena.
Paolo:“E prego che il vostro amore abbondi sempre più in conoscenza e in ogni discernimento, perché possiate apprezzare le cose migliori, affinché siate limpidi e irreprensibili per il giorno di Cristo” (Filippesi 1:9,10).
Il Signore Gesù ci comanda ed ammonisce dicendo: “Guardatevi dai falsi profeti i quali vengono verso di voi in vesti da pecore, ma dentro son lupi rapaci” (Matteo 7:15). Noi non potremmo “guardarci”, o sapere se un profeta sia falso oppure no se noi non esercitassimo la facoltà di giudizio.
Troppi credenti restano immaturi o sono di fatto condotti in errore perché cercano di esercitare amore indipendentemente da quel giusto discernimento e giudizio di cui la Scrittura parla.
I cristiani maturi sono gli “adulti”, “che per via dell’uso hanno le facoltà esercitate a discernere il bene e il male” (Ebrei 5:14).
Gesù ci comanda di: “giudicare con un giusto giudizio” e elogia qualcuno dicendogli: “«Hai giudicato rettamente»” (Luca 7:43). Dice ad altri: “Non giudicate secondo l’apparenza, ma giudicate secondo giustizia» (Giovanni 7:24; Luca 7:43; 12:57). Paolo scrive: “Io parlo come a persone intelligenti; giudicate voi su quel che dico” (1 Corinzi 10:15; 2:15). “Non giudicate secondo le apparenze, ma giudicate con giusto giudizio!”(Gesù, in Giovanni, Vangelo)..
E per concludere: Mille e mille volte al giorno sentiamo dire: “E giusto! Non è giusto!”.
Allora, facciamoci un favore, non diciamo cazzate.

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Una risposta a Note a margine n. 159

  1. helena ha detto:

    Di ritorno da un kibbutz dove la vita e’ semplice semplice, ritrovi tante cose che pensavi avere lasciato a squagliarsi sull’asfalto o ad annientarsi sulla terra troppo secca e screpolata, rimasta a bocca aperta in attesa di quella “goccia” di speranza che le permettesse di richiuderla, per trattenerla e per decenza!

    VE AHAVTA’ LE RE’REAKHA’ KAMO’KHA,
    ZE KLAL GADO’L BATORAH
    E Amerai il Prossimo Tuo Come Te Stesso
    Questa e’ la Grande Regola nella Torah

    Ci riuscira’ mai qualcuno, specialmente ora che abbiamo superato i sette miliardi, e che la tecnologia ce li sbatte davanti ogni giorno, anche con primi piani fuori da ogni proporzione, mettendo in mostra tutte le loro miserie e le pochissime loro ricchezze. Mentre le cose piu’ terribili,
    quelle che non dovrebbero esistere, sono quasi il contorno insipido di una pietanza saporosa.
    “Non credo che il Creatore ci abbia dotati di intelletto e poi ci comandi di non usarlo, e ci voglia tutti esangui marionette”. Michele, come hai ragione!
    Forse il Signore dell’Universo ci ha sopravvalutato, l’Uomo dei suoi Disegni non e’ ancora arrivato, l’Universo deve avere ancora lavoro, per milioni o miliardi, miliardi di anni
    Intanto facciamoci un piacere, cerchiamo almeno di non fare una figura troppo brutta.
    E un saluto alla Luna, che ha visto passare commossa Neil Armstrong : saliva sempre piu’ in Alto per andare nel suo Mondo, come si dice in ebraico quando qualcuno lascia la vita, c’est a’ dire : ALAKH LE OLAMO’ .

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