Note a margine n. 141

PENSIERINO DELLA SERA

Il sindaco della grande Milano, capoluogo della grande regione Lombardia in odore di romanizzazione della specie, se l’ è fatta addosso, ha ceduto agli ultimatum di chinatown e ha negato al sig. Dalai Lama la cittadinanza milanese. O la Moratti o Pisapia, ogni dignità si portan via. Sì, a Milano, dove si commina una sanzione di Euro 500,00 se dici o scrivi la parola “zingaropoli”.
Ecco un altro caso da calzare con le mie precedenti note antropologiche a commento di certe particolari figure. In Cina ridono anche per questo.
Il sindaco di Matera (capoluogo dell’ omonima piccola provincia della piccola Basilicata), Salvatore Adduce, 57 anni, uomo di sinistra ma non “cinese”, invece, se ne fotte e ha confermato la consegna della cittadinanza al sig. Dalai Lama. Se l’ Adduce è Salvatore, questo sì che si fa onore!
Ecco, sarà sciocco…ma mi è bastato: pensierino unico di uno che non ha un pensiero forte. Ma mi sono appisolato quasi in pace.

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Una risposta a Note a margine n. 141

  1. helena ha detto:

    Una immagine che acqueta l’anima, o quasi; nel tumulto di tanti eventi inquietanti, finalmente a vincere e’ il desiderio di appisolarsi in pace. Un solo pensierino e basta, volto pero’ a un faro che riflette la sua luce magica sulla pianura dei mari, affascina e come una calamita attira alla terraferma gente umile o bisognosa, ed anche, invece, chi viene a sua volta a illuminare come un faro, un’umanita’ bisognosa di una luce diversa da quella che ogni giorno mostra le solite cose, o almeno cosi’ sembra.
    Fuggi’ anche lui dal Tetto del Mondo, dalla sua terra e dalla sua casa, Tenzin Gyatzo, il reincarnato Dalai Lama, a mostrarci il suo sorriso ed una cultura diversa, ai piu’ sconosciuta.
    Tra i tanti insegnamenti, anche queste sue parole:

    Abbiamo case piu’ grandi ma famiglie piu’ piccole.
    Piu’ opportunita’ ma meno tempo.
    Piu’ istruzione ma meno buon senso.
    Piu’ conoscenza ma meno senso critico.
    Piu’ esperti ma piu’ problemi
    Piu’ medicine ma meno benessere.
    Siamo andati e tornati dalla luna, ma facciamo fatica ad attraversare la strada per stringere la mano ad un uomo vicino.
    Abbiamo prodotto piu’ Pc per registrare piu’ informazioni,
    per replicare piu’ documenti come non mai,,
    ma siamo meno capaci di comunicare.
    Siamo imbattibili sulla quantita’ ma scarsi sulla qualita’.
    Questi sono tempi da fast-food, ma dalla digestione lenta.
    Sono i tempi dei grandi uomini ma di carattere mediocre.
    Sono tempi in cui si realizzano profitti astronomici ma povere relazioni.
    Questa e’ un’epoca in cui tutto viene messo in vista
    sulla finestra, per occultare il vuoto della stanza.

    DALAI LAMA (Tenzin Gyatso)

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