Note a margine n. 140

LA STRANA COPPIA

Mi scrive privatamente, ed anche un po’ seccato, un mio assiduo lettore che interviene con qualche sapido commento alle mie note e che firma al femminile. Mi chiede consiglio, quasi esasperato; a me che invece ne ho tanto bisogno!
Ne prendo spunto e abbozzo qualche riflessione su odiose situazioni non del tutto rare che, a spese del malcapitato amante della privacy, lo “mettono in mezzo” ad opera di linguacciuti gossipari di annata, fuori d’ogni controllo e di pessimo gusto.
Che fare?! Spesso, mi accade – lamenta il mio sconsolato interlocutore – di rendermi conto o di avere la sgradevole sensazione di trovarmi nel bel mezzo di situazioni conflittuali create da giochi di pettegolezzi, dove uno fa la parte del punzecchiatore e l’ altro di quello che gli da corda e gusto nell’agitarsi. Un rapporto di odioamore.Tema fisso del contendere? Io e company. Il trofeo? Sempre io.
Poi, nel comunicare separatamente con me, aggiunge, ne conseguono domande tendenziose e capziose all’ aroma d’ innocenza e interrogativi camuffati da riflessioni giungono e mi attraversano l’ esistenza, quasi imponendomi riscontri di conferme o di dinieghi, di precisazioni perché – come dice il cretino doc – chi tace, acconsente; chi non riscontra ha qualcosa da eludere. Insomma la violenza della costrizione a rispondere, una brutale “provocatio ad opponendum” anche se hai da fare altre cose assolutamente prioritarie, o anche se, geloso della tua vita privata, sei ultra convinto che sono strettamente cazzi tuoi e di nessun altro. E che spetta solo a te cosa e a chi dirli, senza doverti portare appresso un registro mastro aggornato. A futura memoria e a scanso di interpretazioni da delirio. Specie per un tipo come lui, discreto patologico, che nemmeno alla carissima e adorata moglie permette intrusioni.
Capisco perfettamente la drammaticità della situazione del mio caro lettore che, peraltro, mi ha confessato che si sente considerato uno sciocco sprovveduto dal duo soltanto perché, non volendo accettare l’idea di smettere di fare il signore per colpa della strana coppia, ha preferito sino ad ora escludere a priori la soluzione del doppio mandaffanculo. Che sarebbe, sì, villana, ma sortirebbe effetti assicurati anche sul piano del recupero della tranquillità bistrattata da mani estranee e senza tatto o misura, indaffarate ad unghiarsi reciprocamente a sangue anche negli orari più incredibili.
Che dire? Re melius perpensa; continuare a fare il signore? Peggio per lui. La lunga esperienza e la lunghissima militanza tra i proscritti delle linguacciute coppie scleroscimunite mi dicono che altra soluzione è puramente accademica. Brutta cosa se trattasi di coppia di maschietti (homo homini lupus); pessima se, invece, trattasi di due del gentil sesso (foemina foeminae lupior), perché c’ è pericolo concreto che le due finiscano per allearsi contro di te.
Consiglio erga omnes: intelligenti pauca.
E se qualcuno pensa che si tratti di uno scherzo, non mi ci tiri per i capelli.

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