Note a margine n. 138

PENSIERINI DELLA SERA

A proposito della parata del 2 giugno, Maroni e Di Pietro avrebbero detto: “Così, si buttano i soldi nel cesso”. Dal loro punto di vista, hanno ragione. Pensateci bene, loro sì che saprebbero come investirli molto meglio.
Grillo dice che l’ Imu è incostituzionale. Finalmente, era ora; ora che si è espresso così anche un affermato studioso di diritto costituzionale, possiamo esserne sicuri. Non paghiamo e facciamo ricorso, una bella class action: mo’, al Governo non gliela toglie nessuno ‘sta lezione.
La senatrice Finocchiaro è stata fotografata mentre fa la sue spesucce all’ Ikea, accompagnata da tre omaccioni tre della scorta di pubblica sicurezza che spingono il carrello. Solo tre: il quarto era andato al bagno. Ma non era vero: era incazzato e si vergognava.
Napolitano ha detto che un Presidente eletto direttamente dal popolo non sarebbe espressione della maggioranza della volontà popolare, non sarebbe imparziale, non sarebbe super partes. In democrazia non si può; deve essere eletto dalla combine dei partiti che le cose del popolo le sanno meglio del popolo stesso. Imparino gli Usa e la Francia.
Il Berlusca ha detto che, in mancanza di un cambio di politica europea, si potrebbe giungere al punto che sia la Zecca italiana a stampare gli euro. E ancora una volta, quando dice una puttanata, viene preso sul serio dai suoi avversari. Soltanto allora. E questi sono i coglioni che si propongono di governare?
I due maro’ italiani in India, dopo un lungo cazzeggio similgiudiziario durato qualche mese di prigione, sono stati rilasciati in libertà dietro cauzione. A loro posto, non me ne andrei tanto in giro, con certe teste di cazzo fasciate e circolanti tra le sacre cacche di mucca dappertutto…
Se sapete che qualche partito politico si sta fregando una banca, non ditelo in giro e, anche se è vero, non denunciatelo. Da noi, va in galera chi denuncia una porcata e non chi la fa. Comunque, molto dipende pure da “a chi sei figlio” o da “a chi appartieni”.
Checco Zalone, comico mittelpugliese ma esilarante last generation, ha lanciato la sua nuova canzone che ha tutte le carte in regola per diventare il tormentone di spiagge e balere dell’ ormai prossima estate. Tenetela a mente, ha un nome semplice e sincero: “La Cacada”; ritmo afrocubano che coinvolge e testo ricco di messaggio. Moltissimi gli interessati e specialisti che si faranno sotto.
In questo Paese, ormai fa tendenza.

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2 risposte a Note a margine n. 138

  1. Domitilla ha detto:

    Esimio Dr. Lamacchia

    Sono una Sua fedele lettrice, forse si ricorderà di me.
    Sto ancora sorridendo dopo aver letto la Sua Nota, veramente simpatica!
    Ridiamo per non piangere!
    Come credo sia simpatico Lei, perché trovo divertente quanto, e come, scrive.
    Sempre, comunque, ci fa molto riflettere! Di questo Suo impegno, se mi permette,
    La vorrei tanto ringraziare!
    Voglio riportare il testo integrale de: “ La Cagata “ del Suo “ mittelpugliese “.
    Teniamola “ a mente “ e inviamola a Monti, sarà un po’ trash per le sue orecchie
    ma “… testo ricco di messaggio” potrebbe tornargli utile l’assaggio!
    Per chi volesse fruirne:

    La Cacada

    Arriba arriba arriba!

    Bueno l’estate è arrivada
    te presiento la nueva ballada
    ha un ritmo davvero originale
    ed è la prima a sfuendo sociale
    porqué io penso che è necessario
    farei qualcosa por le casse dell’erario
    e voglio dire a ragazzi e alle ragazze
    bisogna pagare le tasse

    Se tieni la barca (va dichiarada)
    la robba de marca (va dichiarada)
    la macchina de lusso (va dichiarada)
    la dinera dell’incasso (va dichiarata)
    la quenta in svizzera (va dichirada)
    la vacanza esotica (va dichiarada)

    e dice sta canzone tu l’hai dichiarada?
    Sìììììì
    È una cacada
    dichiarada
    si te gusta la serata
    ma te manca la moneta
    non sentirte disperada
    vuoi ballare?

    La Cacada!
    (e como se balla sta cacada?)

    Una mano alla sinturra
    una mano alla sermierra
    la mutanda va calata
    e te parte

    La Cacada!

    Esta è l’estate dell’austerità
    e por chi il significato non lo sa
    io espliendo un modo claro il consetto
    è un’estate a culo stretto

    Se avevi la ferrari fatte la panda
    se avevi la villa al mare fatte la tienda
    se avevi lo yacth fatte il gommone
    se avevi la mignotta fatte un raspone
    e si sta male che non mangi caviale
    io te consiglio la prugna candida
    por la flexibilità in uscita

    se si stada lisenziata
    se hai la casa pignorada
    all’ufficio dell’entrata
    puoi ballare

    La Cacada!

    Una mano alla sinturra
    una mano alla fatturra
    che poi viene scaricada
    proprio como

    La Cacada!

    Si la tassa l’hai pagada
    con l’aliquota aumentata
    mo te sienti liberada
    como dopo…
    la Cacada!

    Sempre con immutata simpatia
    Domitilla

  2. helena ha detto:

    No, di sera no! Non fanno dormire, o fanno dormire male, meglio verso sera riandare al passato, fuggire quanto piu’ lontano, dove uomini di altri tempi si indignavano, e cercavano fughe audaci, e lunghe, ingarbugliate, e faticose assai! “Quando un’ anima nasce, le vengono gettate delle reti per impedire che fugga. Tu mi parli di religione, lingua e nazionalita’: io cerchero’ di fuggire da quelle reti.” Cosi’ James Joyce, spirito anticonformista, e critico nei confronti della societa’ in cui viveva, se ne ando’ dalla casa in giro per l’ Europa, ebbe vita difficile e scrisse anche l’ Ulisse.
    E anche Ulisse fuggi, anzi Odisseus, dalla sua terra e dalla sua casa, lasciando la povera Penelope in grande ansia e interminabile attesa; senza tecnologia e senza scorta di difesa: altro non le restava che tessere e disfare una tela. Torno’ infine ad Itaca, Ulisse, tutti lo sanno, il grande eroe, coraggioso forte e astuto, immortalato da Omero e da Virgilio.
    I tempi cambiano, eccome cambiano, ma l’ Uomo resta sempre in affanno. Pero’ non lasciamola sola l’Italia che soffre, lo stivale afflosciato ha bisogno di ridiventare rigido ancora, con l’ aiuto di uomini validi in tutti i campi, che le spiagge non siano tormento ma piacere, in qualsiasi senso inteso, per ritornare con nuova tempra alle strade di ogni giorno, dove incontrare conoscenti od amici, qeuelli che ci mette davanti il caso.
    Quelli che come me vivono all’estero, in qualsiasi paese, sono piu’ sensibili nel percepire come l’Italia, in tutte le sue espressioni, perda di curiosita’ e di interesse, forse soltanto ci sembra, siamo dei complessati, pero’ dispiace lo stesso.

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