Note a margine n.129

OSCAR

In questa mota stagnante e maleolente in cui sta annaspando un esecutivo imbucatosi all’ infama e che – date le circostanze e in quanto non invitato dal padrone di casa – dovrebbe chiedere permesso ogni volta che si affaccia alla ribalta, l’ Oscar per il tragicomico viene ormai aspramente conteso tra il policromo Grillo parlante osannato da uno stuolo di rimbecilliti ad hoc che scambiano l’ avanspettacolo per realtà e il Boris Karloff in tetro bianco/nero, redivivo Frankenstein ricomposto con i pezzi prestatigli dai suoi gregari con e senza lacrima sul viso.
Il primo strappa applausi recitando così bene come mai prima d’ ora ha fatto nella sua vita parartistica; e il secondo sempre più appare calatosi nella parte del demiurgo, improvvisata e senza una previa preparazione al metodo stanislawsky o all’ Actor Studio, e che strappa fischi ad ultrasuoni, malgrado l’ appoggio mediatico dell’ inutile biancopennuto dell’Unione Del C. il quale, un giorno sì e l’ altro pure, ci prova a dirci che “tutti gli italiani la pensano come lui”. Direi: facendo un po’ di casini nei conti, vista la sparuta percentuale dei voti raccolti che viaggia diretta verso i numeri dei prefissi telefonici.
Qui siamo alla farsa del tecnico che avete chiamato a casa per ripararvi il tv e che poi si è messo in testa di insegnare a tutta la vostra famiglia a cambiare stile vita e modo di pensare. ‘Azze! Mica un prospero!
E, in attesa che lo facciate, da un lato, vi toglie con la forza tutto ciò che vi serve per sopravvivere a modo vostro, e dall’ altro, chiama a consulto altri tecnici per farsi spiegare come bloccare l’emorragia di danaro a favore di categorie parassitarie e intoccabili, caste, superburocrati, partiti e sindacati, papponi e tesorieri di partito compresi.
Ma il capotecnico Karloff ha scoperto la fonte di tutti mali: “Gli italiani non amano pagare le tasse”; sembra la parafrasi del fu Masino Padoa Spocchia, quello dei bamboccioni, che, invece, voleva che fossimo felici nel pagare i tributi e giulivi nel sapere come vengono spesi: magari aumentare le spese del Quirinale perché queste sono appena il doppio di quelle dell’ Eliseo!
Ma non basta. Secondo l’altra scoperta del Karloff, “dobbiamo ringraziare Berlino perché senza gli attuali vincoli di bilancio l’ Italia sarebbe un Paese vagante nel vuoto”. Rassicurante. Che bello sapere che, malgrado le apparenze, in fondo in fondo non è vero che i tedeschi stanno attuando la germanizzazione dell’ Europa; anzi, sono tecnici doc e ci vogliono bene. Danke schöne! Ecco perché il nostro ci va spesso a prendere ordini e voti da faccia di merkel immersa nel suo piano di pangermanesimo.
Purtroppo, quello che non fa ridere né sorridere per niente è l’ atteggiamento tecnico del Karloff e compagni di merenda che ostentano una assoluta indifferenza nei confronti delle tragedie che ormai ogni giorno si consumano nel nostro Paese dove si preferisce darsi la morte che finire nelle grinfie di iniqui e feroci pubblicani, ad onta del nome usurpato, considerati sicari ed esecutori di sentenze di morte. Non una parola, non un cenno, non un gesto di comprensione per le vittime e per loro famiglie abbandonate a neri destini. Pare che siamo solo numeri e non essere umani; pare che i suicidi siano solo prevedibili reazioni fisiologiche. Solo sfrido di produzione. Scarto.
E’ questo, più che crudele, più che cinico, anche se tecnico, è sconcio.
E’ anche per questo che in moltissimi non possono che considerarli mercenari e non possono amarli.
Tragicomica? Avanspettacolo? Macchiette?
Farse che sì, farse che no.

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3 risposte a Note a margine n.129

  1. helena ha detto:

    …O che l’umanita’ esiga una esistenza senza intralci e senza dolori, alla quale non era stata destinata ? potrebbe anche darsi; questi scossoni mettono a dura prova l’equilibrio della societa’ contemporanea, il mondo in cui e’ stato dato vivere all’uomo di oggi, colto di sorpresa ed impreparato a pararne i colpi, come purtoppo ci mostrano i terribili accadimenti.
    Mi viene in mente Camus: “La felicita’ e l’assurdo sono due figli della stessa terra. Sono inseparabili”.:

  2. helena ha detto:

    Avevo scritto e non terminato un commento , ma mi e’ sparito tutto ad un tratto e non riesco a ritrovarlo. Ci riprovero’

  3. Bianca ha detto:

    Caro Prof.Lamacchia,
    la gente comune come me si sarebbe aspettato che qualcuno di questi pappatecnici avesse avuto il pudore di essere presente, anche per un semplice saluto o segno di rispetto, al corteo organizzato oggi a Bologna da un centinaio di vedove per rammentare i loro congiunti suicidatisi per colpa di un sistema “rovina famiglie”, nella totale indifferenza dei ‘professori’. Forse hanno avuto paura, o forse non ne hanno nemmeno sentito il dovere.
    Non credo che viviamo più in un paese normale, a meno che non si consideri normale tutto ciò stanno provocando gli editti ricattatori di gente che non ha né pregio politico-elettivo né responsabilità politiche, che impone ma non governa, che comanda la gente ma non ne ha alcuna cura non avendola a cuore.
    Mi chiedo cosa seguirà di decente e di progredito quando il popolo si riapproprierà pacificamente della sua democrazia, se la classe politica avrà imparato qualcosa dal pericolo corso, se gli elettori smetteranno le loro divise campanilistiche e si ritroveranno a capire che soltanto tutti assieme, sia pure da posizioni diverse, potranno ridare dignità a questa Italia in balia della nuova barbarie.
    Coraggio, Professore, sappia che in molti La leggono e trovano nei Suoi scritti i motivi per non chinare del tutto la testa.
    Bianca

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