Note a margine n. 118

E SPIGULAE FRANCESE…

“Nu juorno mme ne jètte da la casa, jènno vennenno spíngule francese…” figuratevi Elmiki…il linguacciuto malpensante che ringrazia e confida nel Procuratore Laudati…
Pubblico come ricevuto.

Mater me genuit, spigulae rapuere...

Ecco l’ apologo di un vecchio gladiatore
che, non potendo più montare sulla biga,
esortava “Rispetto per tutti a tutte l’ ore,
paura di nessuno non porta alcuna sfiga!”

Agguerrito venne il console emiliano
disse: “Io sono integerrimo, sono uno
che se uno fabbrica male io lo spiano
senza guardar in faccia mai a nessuno!

A fregare l’ emiliano che tra poco esce
non fu solo – com’ei dice – l’arroganza,
ma bensì nella gola una spina di pesce,
fu così question di gola e pur di panza.

Ma per digerir il pasto ci vuole l’amaro;
tra i concorsi, le anteprime e i sorteggi,
s’ adoprò l’amico del cuore di Gennaro
per dargli pure un posto per parcheggi.

Chiudere poi al traffico il centro Murat
è cosa agevole, e assicura abbonamenti,
tanto il cittadino residente cosa può fa’?
ha da subir pure questi abusi prepotenti.

Dice ch ‘è pentito lo spigolator di sapri
e ricerca qua e là i fessi espiatori capri:
E chi venne per fare il redivivo Marat
adesso ci ha l’attico bilivelli al Murat?

Del pifferaio magico questa è la storia
che manifesta l’ uomo di che pasta sia
quando al potere va e ricerca la gloria.
E ora dite la vostra che io dissi la mia!

E mo’ diciamo: Laudati sii mi Signore per fare
il trionfo della veritate su li messeri comunali
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali!

Elmiki

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Una risposta a Note a margine n. 118

  1. helena ha detto:

    Si puo’ viaggiare in tanti modi ma viaggiare con amore ti riempie l’animo di emozioni!
    Caro Elmiki, mi piace lasciare qui accanto a te, quelle ricevute dopo un breve viaggio nella tua terra, dove si era recato insieme all’amico e scrittore Franco Antonicelli in occasione della “Settimana Einaudi” che si svolgeva nella citta’ di Bari, dallo straordinario Italo Calvino :

    “… il mondo attorno all,antico San Nicola e’ un formicaio ebbro di vitalita’. Vecchi cortili sono stanze, vecchie cappelle sono magazzini, una scala sfonda un muro, un muro alza la testa oltre il soffitto. Passa con il braccio steso il venditore di pomodori secchi e salati e il suo lamento incomprensibile eccita l’appetito. Allora mille bambini seminudi sporgono il loro pezzo di pane. Mentre la madre pettina la comare, la figlia fa la pasta su una pietra larga, davanti all’uscio di casa. Con un pizzico di pasta mette al mondo altri pupi, ci soffia su : andate a giocare, toglietevi di qui. Cosi’ si moltiplica all’infinito la vecchia Bari, grazie a Dio, cresce nuova e non muore mai. ”

    Italo Calvino (da Finibusterre, 1954)

    p.s.
    mi spiace per la ‘b’ di troppo in ‘incomprensibile’.

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