Note a margine n. 108

CARNEVALE…ANDIAMO MALE

Carnevale, non c’ è che dire. Con gli scherzi, i frizzi e i lazzi incorporati.
Domanda: ma ci sono o ci fanno? E noi li strapaghiamo perché sfornino ‘ste baggianate per il richiamo degli allocchi? Non è bastata la presa per il culo del referendum popolare 1987, vinto e accantonato.
Parlo della tanto esecrata neonorma sulla responsabilità civile dei magistrati, quella che tanta soddisfazione dovrebbe dare all’Umanità e tanto urlo ha strappato dal petto degli interessati alla conservazione dello status quo.
Che teatrino di Pulcinella. Altro che Carrozzoni allegorici. Ciascuno recita la sua brava parte. Il pubblico applaude, chi a favore di quelli (i buoni), chi a favore degli altri (i cattivi). E non si capisce quali siano gli uni e quali gli altri.
Sarò rozzo ancora una volta, ma è meglio che lo sappiate.
L’ uomo della strada che si aspetta che, quanto alla Giustizia, finalmente cambino le cose, si illude di grosso; meglio che si convinca e si rassegni: il destino del suo deretano è segnato.
Faccio un esempio pratico, terra terra, in poche mosse.
Immaginate il poveraccio che sia stato vittima condannata in un processo e che, solo a distanza di decenni – se gli va bene (si fa per dire) – risulti innocente. Ecco una sintesi di quanto accadrà in una tristissima avventura dove da una parte ci sarà un poveraccio e dall’ altra una intera agguerrita categoria.
Primo. Il poveraccio, se trova i soldi necessari, cita in giudizio (innanzi ad un altro magistrato) il magistrato autore dell’ errore, ma deve prima individuare con precisione la Curia competente per territorio, perché qui scatta il primo giochino del garbuglio processuale; col sicuro rischio di una dichiarazione di incompetenza e la condanna del poveraccio al pagamento anche delle spese processuali. Luogo dove è stato celebrato il processo, dove è stata emessa la sentenza di 1° grado, quella di 2° grado, quella di Cassazione, luogo dove era in servizio il magistrato, dove è attualmente in servizio il magistrato, luogo dove risiede il magistrato, luogo dove è stata eseguita la sentenza, etc.? Ognuno dirà la sua e si pronuncerà a suo modo, pur di ostacolare lo svolgimento del giudizio risarcitorio. Alla fine, interverrà la Cassazione per dire quale è il giudice competente. Nel frattempo, saranno passati anni. Magari, il poveraccio sarà deceduto e la famiglia distrutta dai debiti. E non è detto che, poi, la Cassazione non cambi ancora opinione. Sappiamo…Senza contare, infine, la Corte Costituzionale…
Secondo. Per avere diritto al risarcimento, non basta che risulti un errore giudiziario. Ma al poveraccio non basta dimostrare che di errore si è trattato (perché, se così fosse, non avrebbe diritto di chiedere nulla al sig. magistrato autore dell’ errore). Per aver titolo al risarcimento del danno (che non sempre è possibile risarcire, in quanto ci sono situazioni che, una volta distrutte, sono irreversibili), egli deve dimostrare (lo deve dimostrare lui, il poveraccio): 1) che il danno subito è ingiusto (??); 2) che l’errore non è stato ‘per caso’ (come al gioco dei mazzetti, dove chi perde non s’engrugna), ma che questo è stato conseguenza di una “violazione manifesta” del diritto (cioè, non basta la semplice “violazione” del diritto), ma lui deve dimostrare che trattasi di “violazione manifesta”, cioè, palese, il che non vuol dire una beneamato nulla, perché si entra nel soggettivo e ognuno può dire ciò che gli fa comodo; 3) che l’errore siffatto, inoltre, sia stato commesso intenzionalmente o per colpa grave, cioè, per negligenza, imperizia, imprudenza, incapacità del giudicante; e qui si entra nella valutazione tecnica dell’ errore. Come per un chirurgo, un ingegnere, un avvocato, etc., occorrerà una perizia sul tipo di errore eseguita da un esperto, cui farà riscontro un’altra fatta da un esperto avverso: esperti di cosa? Esperti di processi dal punto di vista del giudicante: cioè, altri giudici; 4) quando tutto vada bene, per il poveraccio che avrà dovuto anticipare anche soldi per il processo e per la perizia, si tratterà di quantificare il danno e qui il giudicante potrà stabilire ciò che vuole, soggettivamente. Anche quattro soldi.
Ma dove l’ asino casca di brutto e ci rimette la zampa è proprio sulla valutazione dell’ errore.
Il magistrato citato in giudizio passerà – volontariamente o involontariamente – sotto l’esame della sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura, organo autonomo della Magistratura che ha la competenza (procedimento di incolpazione) per valutare i possibili comportamenti abnormi dei magistrati e che, negli ultimi anni, pare avere mandati “assolti” la stragrande maggioranza degli “incolpati”.
Domanda: come potrebbe mai il Giudicante adito condannare in un processo ordinario promosso dal poveraccio un magistrato che, per caso, sia stato già prosciolto dagli esperti giudici della Sez. Disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura? Come potrebbe mai azzardarsi a farlo?
Sarebbe mai possibile una divergenza di decisioni tra Giudice Ordinario (adito dal poveraccio) e Sez. Disciplinare del C.S.M.?
E, poi, occorre tener conto che la Sezione Disciplinare delibera sentite le parti e la decisione può essere impugnata dinanzi alle Sezioni unite civili della Corte di cassazione, mentre la sentenza divenuta irrevocabile può essere soggetta comunque a revisione.
Si avrebbero, così due bei processi contemporanei sullo stesso caso con possibili esiti divergenti. Oppure, bisognerà sospendere il giudizio promosso dal poveraccio in attesa che si concluda l’altro procedimento.
Che italopagliacciata! Se questi legislatori della domenica non aggiusteranno la norma in oggetto, ne vedremo delle belle. Ivi compresa quella dei magistrati chiamati in giudizio da un poveraccio, i quali, una volta assolti, a loro volta citeranno in giudizio il poveraccio per avergli creato danni all’ immagine e pregiudizio esistenziale. Come dire: cornuto e mazziato, oltre che poveraccio.
Starete a vedere. Andrà così. Parola mia. Non ci resta che ridere.

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2 risposte a Note a margine n. 108

  1. helena ha detto:

    In questo preciso istante comincio a spingere questi primi tasti e non sono ancora sicura se continuare il tic-tacchio – certe volte fai un po’ fatica a fartelo diventare simpatico – questione, come si dice(?), forse di stato d’animo, uno deve pur darsi una risposta, allora meglio la piu’ facile, quella che ti aiuta sempre, che hai a portata di mano. Mi sono perfino ricordata di quel referendum con tanti foglietti colorati dove c’erano stampate tante domande, che bisognava leggere bene per andare a rispondere convinti della giustezza delle risposte. Mi ricordo del senso di responsabilita’, che’ da un Si o da un No, potevi cambiare il Mondo, o quasi! C’era perfino il Nucleare! ed altro, ed altro ancora. Un bel Si’ senza esitazione sulla responsabilita’ civile dei magistrati, ed il referendum fu dichiarato valido con una altissima percentuale di voti. Quello che avvenne dopo sinceramente non lo sapevo, vivendo lontana, in terra completamente estranea ai problemi della Giustizia italiana. Il Blog di Michele mi e’ preziosissimo.
    L’ Uomo non cambia mai, non c’e’ che dire. Il Potente e i deboli. Anche qui un bel richiamo al Manzoni non ci starebbe male: Don Rodrigo, l’avvocato Azzeccagarbugli, Don Abbondio e Fra’ Cristoforo, e Renzo, il pover(accio). Probi Viri, oggi, non ce ne sono? speriamo che in tempi non troppo lontani riescano a spalancare la porta, a togliere la tristezza dallo sguardo. Intelligenti pauca!
    Ma davvero e’ gia’ Carnevale ? I brutti scherzi, i frizzi e i lazzi, li ha portati il tempo, scherzi da neve, anzi da ghiaccio. Carnevale di un anno fa, sul palcoscenico di questo Blog, per dare un po’ di Luce alle tristi facce: Note a margine n.16 del 23/02/2011 con Commenti. Che non vada persa, c’e’ di tutto davvero, si accenna perfino ad un giovane magistrato, poi cresciuto di anni e di grado, Consigliere di Corte d’Appello a Milano, e infine in Cassazione, di grande onesta’ e di grande coraggio. Quando si dice il caso. Pardon!

  2. D. ha detto:

    È ora di farla finita! “Riderà bene chi riderà ultimo”, si dice; solo che qui si tratta di sollievo umano e non di risate.
    Ci voleva una regolata all’ arbitrio per avere un Parlamento unito nei confronti dei PM… ma in segreto.
    Non sarà parso vero a qualcuno di dare un colpo di freno a certi magistrati, o almeno un sonoro richiamo all’ ordine…
    Tuttavia, se la loro paura è di venire economicamente danneggiati, potrebbero stipulare una R.C. …come gli automobilisti! …t.a.r.-tassati!
    Loro peraltro, se passa la legge, avrebbero soltanto una responsabilità civile (…pagare!), anche se per un loro errore, magari in buona fede, molti sono stati i cittadini privati della loro “Libertà” con le gravissime conseguenze che sappiamo!
    Non dimentichiamo che ci sono categorie di professionisti che vengono perseguiti anche penalmente per un loro errore, anche non grave!
    Appurato che ora in tanti sono accomunati trasversalmente: la gran parte del mondo politico, di quello intellettuale retrostante e…ce lo vogliamo mettere? quello del “rozzo cittadino” (…che già si espresse cinque lustri fa!), rivediamo la Costituzione, facciamola finita con gli eccessi…ora basta!

    Con affezione e grande rispetto per Lei Professore

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