Note a margine n. 81

VOCE A TUTTI

Voce a tutti. Ricevo e pubblico integralmente una lettera aperta di Elmiki.

LETTERA AD UN COMUNISTA…O QUASI

Caro concittadino comunista,
o quasi, devo subito aggiungere, scusa. E sì, perché non me intendo abbastanza di certe cose, e, in un certo senso, come tutti quelli che non se intendono abbastanza di certe cose, sono necessariamente superficiale e approssimativo. E così, quando mi riferisco alla sinistra, penso ancora al comunismo, proprio come, taluni altri, quando si riferiscono alla destra, pensano ancora al fascismo. Lo so, è biasimevole, ma è un riflesso condizionato e sclerotizzato che, almeno nei vecchi come me, incontinenti nel pensiero e nella vescica, dovrebbe godere di una certa tolleranza. Diciamo che è una corrente di pensiero, quello debole, intendo, che mi sembra diffuso e che può trovare terreno fertile e radicarsi specialmente tra i poveracci sottoposti al bombardamento mediatico nelle diverse forme e negli ambienti più disparati, magari mentre sono davvero alla ricerca disperata di un lavoro per vivere onestamente o sono davvero occupati a vivere onestamente svolgendo con impegno il lavoro che hanno avuto la fortuna trovare, infine, mentre sono impegnati nella specialità dell’ acrobazie della sopravvivenza a riposo senile. Poco tempo per il chiacchiericcio fesbuchista; per il divertimento, in mancanza di cinema, del tifo da stadio e del teatro, ci si accontenta dei teatrini a canone fisso, in casa: politica e dintorni fanno passare il tempo. Forse anche la voglia di campare; ma questa è altra storia.
Caro concittadino comunista, imbranato in questa mia fasulla concezione dei due “ismi” storici che presumo davvero indigente di precisione, mi è solo un po’ più chiaro il concetto di “tradismo” (passi il neologismo), stagno di centro dove galleggiano i transfughi che, come i topastri e zoccole che lasciano la nave prossima all’ affondo, sperano di trovare migliori condizioni per continuare a gozzovigliare a spese del paese. Magari, agglomerati in una bella ‘cosa bianca’. Pax vobiscum. Ma non voglio chiederti di questo, ché mi riuscirebbe difficile trattenere i conati di vomito.
Caro concittadino comunista, vista la misera fine che sei riuscito ad imporre con inesorabile e perseverante lotta al tuo nemico, dopo averle provate di tutte – ma, devo riconoscerti il merito, senza sommuovere l’ esercito – io che non ho impegni politici di sorta e in piena libertà etica, ho deciso di condividere gli effetti della tua vittoria e darti anche l’ infinitamente piccolo apporto del mio prossimo voto. Voglio ravvedermi, buttarmi a sinistra e diventare tuo compagno, con la viva speranza che la sinistra sappia governare con la stessa abilità e compattezza con cui ha saputo lottare contro la maggioranza al potere.
Caro concittadino comunista, lo so: ora sarai ancora molto impegnato a recriminare sulle responsabilità di chi ha governato prima di te, a spremere sangue e a punire persino gli elettori cattivi. Ma puoi trovare il tempo di dirmi, in tutta sincerità, tra le tante italosinistre in catalogo e quelle di prossima produzione, quale partito è quello di sinistra doc, quello vero che vuole il bene del Paese e quali sono soltanto imitazioni da evitare? Tu dove stai esattamente, compagno? Non vorrei sbagliare ancora una volta. Un aiutino, per favore.

Elmiki

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Una risposta a Note a margine n. 81

  1. helena ha detto:

    carissimo Elmiki, sono domande queste che non s’han da fare, si vivono tempi bui, tutti vivono nel dubbio e sono molto confusi: quale occasione migliore da prendere nella massima considerazione il Sermone n.25, seppur scritto nel 1998, di Alexander Grigorij Bukhanrase, alter ego, o suo “doppio”, che il Poeta, l’ Autore Michele Lamacchia, si e’ voluto creare ( Sermone integralmente riportato nella Nota a margine precedente n.80).
    Eh si, caro Elmiki, e chi va a prendersi una simile responsabilita’ ! Pero’ non si sa mai, magari qualcuno avra’ il coraggio di farlo. Da parte mia ti dico: fai tu; come se tu entrassi in un negozio di scarpe per comprartene un paio nuove, ne provassi diverse, e fra le piu’ belle, non sapendo quale scegliere e alzando gli occhi come a chiedere l’ aiuto o il parere di qualcuno che casualmente stava a guardare, non ti fosse data risposta, per fortuna tua. Alzati, muovi quattro passi, a destra e a manca, e scegliti le piu’ comode, sei tu che ci devi camminare…!

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