Note a margine n. 77

RIECCOLO

Rieccolo! Figuratevi se Elmiki poteva starsene zitto e buono. Uno sguardo qua e là e subito lui improvvisa qualche verso in rima per interpretare tutto a suo modo. Che dire? Non ho il coraggio di rifiutargli ancora una volta un minimo di ospitalità: vi interessa?

SE RUBATE IL COLOSSEO

Prendete un bel tipetto, un po’ così, particolare,
beccato all’ improvviso con la coscienza sporca
quando non se l’ aspettava e stava a maneggiare
escort, zoccole, mignotte extra e qualche porca,
e per questo mandatelo dentro, e non per la fuffa
alla sanità pugliese trasformata in un’ opera buffa.
Ditegli: “Sei briccone con le donne! E le donnine
sono merce che si vende, sì, ma non da còmpere!
Adesso è tempo che noi ti si ponga proprio fine
a questo andazzo e tu la smetta di corrompere!”.
Un paio di giorni di galera e, vedrete, basteranno:
per uscir di là sarà pronto a soddisfar aspettative
e ad accusare questo e quello, per fargli danno
a vostro piacere, sono queste le regole tassative!
Quindi, se con l’accusa d’aver rubato il Colosseo,
mi tenessero chiuso dentro in attesa del giudizio,
per il gravissimo pericolo che io violi il galateo
o vada in pubblica piazza a tenervi un comizio,
io confesserei davvero tutto presto e marameo!
Pur di uscir e scampare le torture del supplizio!
Dite: “ma vaneggi? non sai di cosa stai parlando,
in questo nostro bel paese non si pratica tortura
che è cosa selvaggia, che è stata messa al bando!”
Boh, sarà così, ma non c’è quella per procura!?

Elmiki
 

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3 risposte a Note a margine n. 77

  1. D. ha detto:

    Come tralasciare anche questa traduzione?
    Grazie ad Helena, mi ha riportato sui banchi di scuola…
    Quelli sì ch’erano bei tempi!
    Gentile Professore, posso dedicarla a Elmiki?
    D.

    Male tu Asinio, tu Marruccino
    La manca adoperi fra’l gioco e il vino

    Ti par facezia d’ingegno eletto
    Trarre agl’incanti il fazzoletto?

    Sciocco, tu proprio persa hai la testa:
    Più turpe inezia non è di questa.

    E se a me credere punto non vuoi,
    Credi al tuo povero fratel, che i tuoi

    Furti, onde infamia tanta a te crebbe,
    Un talento attico ripagherebbe.

    Ei sì, ch’è un giovane di mente gaja
    E di proposito! Tre centinaja

    D’endecasillabi però ti aspetta,
    Se il lino a rendermi non vieni in fretta.

    Né il prezzo importami, bada; io men lagno,
    Perch’è memoria d’un mio compagno:

    E’ roba proprio nata in Sativa,
    E dell’iberica lontana riva

    Il buon Veranio, il mio Fabullo
    Grato ne fecero dono a Catullo;

    E se carissimi ambi mi sono,
    Giusto è che siami caro il lor dono.

    Gaio Valerio Catullo – Le poesie (I secolo a.C.)
    Traduzione di Mario Rapisardi (1889)

  2. helena ha detto:

    Riandando lontanissimo nel tempo, quando non c’era ancora il Colosseo, come nel nostro tempo, esistevano corruzione, avidita’ delle classi dominanti ed altre cose molto negative; c’era a quei tempi Gaius Valerius Catullus, uno degli spiriti piu’ indipendenti della romanita’ e frequentatore degli uomini piu’ illustri del suo tempo. Colpi’ le ingiustizie che lui non amava, e visse, anche per questo, giornate all’ombra della tristezza, pur amando la vita paganamente; e tra malinconie, risentimenti ed abbandoni, fu cantore e poeta della vita.
    Ti avrebbe avuto certamente in grande simpatia, Elmiki caro, sapiente saggio ed arguto, e da lontanissimo nel tempo, ti invia cosi’ il suo saluto :

    SGARBATEZZE A PRANZO
    Asinio Marrucino, non mi pare
    che tu faccia buon uso della mano
    sinistra nelle risa del convito.
    Tu rubi i fazzoletti ai disattenti.
    Lo trovi spiritoso? Non t’accorgi
    ch’e’ una cosa sgarbata e senza sugo?
    Non mi credi? domandalo a Pollione
    tuo fratello: darebbe volentieri
    anche un talento in cambio dei tuoi furti.
    Quello e’ un ragazzo arguto e intelligente.
    O ti scrivo trecento endecasillabi
    o mi restituisci il fazzoletto.
    Non perche’ sia una cosa di valore :
    ma gentile ricordo di un amico.
    Questi lini mi furono mandati
    dalla Spagna: son doni di Fabullo
    e di Veranio; e sappi che li ho cari
    come Fabullo, come il mio Veranio.

    Hoc salsum esse putas? fugit te, inepte
    CATULLO (traduzione di Enzio Cetrangolo)

    Da un mio libro con testo latino a fronte.

  3. D. ha detto:

    Gentil Professore,

    mi consenta un bentornato ad Elmiki… interessante come sempre!
    Lessi anni fa qualcosa in merito ad un’invenzione della Cia sulla tortura per procura.
    Molti i casi documentati. Esperienze raccontate da coloro che, sfortunati fortunati, sono
    “sopravvissuti” e “restituiti” ai loro Paesi dopo essere… scomparsi e subito atrocità.
    Non è quindi cosa nuova e qui, nel nostro bel Paese, tanto per non essere da meno arriviamo
    dopo, ma arriviamo… e si va oltre! Realtà che superano trame di film da fantaspionaggio.
    Mi ripeto ma: che dire?! La violenza psicologica e morale è anche peggio, da raffinati.
    La berlina, mortifica e offende non solo chi è preso di mira ma tutta una famiglia.
    La scorsa sera di venerdì, ascoltavo Bertolaso a Matrix, non so come andrà a finire per lui,
    ma quanto scritto da Elmiki, “se rubate il colosseo” letto al mattino, calzava a pennello
    anche nel suo caso.

    Anche a Lei, che si è assentato un pochino di recente, se mi permette vorrei dare il
    bentornato e ringraziarLa per “Uomini e Merci”… ne farei dei volantini da far piovere
    dall’alto su tutto il territorio nazionale!
    Con profonda stima

    D.S.

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