Note a margine n. 57

POSTA PRIVATA, POESIA PROVATA…

Tramite posta privata, in riferimento al mio blog, mi sono pervenuti senza titolo i versi che riporto appresso e di cui indicherò la paternità non appena autorizzato.
Mi piace pubblicarli per i miei lettori perché vi trovo emozioni, forti e delicate ad un tempo, e interessanti metafore di pregio per originalità. Vi scorgo in certa misura lo slancio della improvvisazione impulsiva, laddove, i miei versi, invece, sono il frutto di meditati e reiterati ripensamenti, scritti e riscritti per successive approssimazioni alla sintesi ma rifiniti, poi, in modo tale da poter sembrare al massimo naturali, dialogici, semplici. Per questo sono pubblicati dopo anni di decantazione. In molti finiscono in carta straccia. Questione di autocritica impietosa.
Due modi fondamentali di intendere la poesia che ad ognuno dà il suo. Ogni poesia è – per ognuno che ne tenti l’avventura senza velleità o come scorciatoia per esprimersi tramite facili suggestioni – un esercizio dell’ anima: capacità dell’ ampiezza espressiva e le propensioni caratteriali ne dirigono perentorie le operazioni nel peculiare contesto creativo.
Superando la fase tecnico-critica, concordo – come ho sempre sintonizzato – col pensiero di Joyce Lussu “… nelle definizioni e nelle classificazioni…la poesia ci sta sempre stretta. Si torna sempre all’ antica, primitiva valutazione: mi piace, non mi piace, mi emoziona, mi lascia indifferente. Buttiamo una poesia nel vasto mondo, e vediamo quel che succede” (Note a “Una strada, una vita” del poeta Giuliano Montanini, di Fermo scomparso vecchissimo recentemente e della cui stima e amicizia letteraria mi onoravo. Io stesso ne ho letto in Radio.
Eccoli i versi, me ne manca ancora il titolo:

Le Tue parole, la Tua voce …
come carezza lunga al grano,
mi sfiori tutta!
Soffio caldo,
un alito
e un fremito di conchiglie,
di madreperla appese,
dolcemente accompagna il mio delirio.
Come rossi papaveri,
sconvolti i miei pensieri,
petali lievi
mai sazio il mio respiro,
e ad occhi chiusi
io Ti sento!

E Tu?
Dove sei Tu che non m’ascolti?

Che ve ne sembra

P.s. Ringrazio Helena dei bei commenti al blog. n. 56 e n. 54

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Una risposta a Note a margine n. 57

  1. ledy ha detto:

    La poesia è bella,mi piace,ma l’argomento che l’anonima scrittrice ha trattato è quello che mi ha colpito ancora di più: la voce.
    La voce per me è molto importante,più che lo sguardo,le mani ed altri particolari mi suscita emozioni. E’ la musica dell’anima,penetra dentro di noi,ci cattura e ci fa sognare.
    Con il tempo ,la figura sbiadirà,s’annebbierà, ma la voce no,la sentiremo sempre risuonare dentro di noi.
    Ledy

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