Note a margine n. 50

TU ? …E SONO CINQUANTA

L’ altro da sé. La magia di una inconsapevolezza, fragile, appena percettibile, che si delinea con margini fumosi, frastagliati. Non mettiamo bene a fuoco nessuno: nessuno, mai. Eppure crediamo di sapere, ci piace crederlo, non possiamo non crederlo. In questa immagine ci mettiamo di tutto, ciò che vorremmo, ciò che ci è mancato, ciò che abbiamo avuto e come ricordiamo di averlo avuto o di averlo perduto…
L’altro da sé: che pazzia. Eppure non possiamo farne a meno. Abbiamo provato; eccome che ci abbiamo provato a vivere soltanto per noi, a piazzarci tra i primi nella scala dei nostri pensieri!
Ma TU ci insegue, è un’ ombra che ci accompagna anche dove manca la luce, ci affianca, ci parla sottovoce o tace accosta all’orecchio. Non ci dice nulla ed evoca tutto. E noi, naufraghi disperati, sappiamo ritrovarvi un appiglio per non lasciarci ancora andare.
TU è un miracolo o una infida illusione, è un antico sogno che ritorna o una lettera chiusa che s’ era persa da tanto e non avevamo mai letto, ritrovata solo per caso quando, sconfitti, avevamo abbandonato ogni ricerca.
TU è fuori di te, TU è dentro di te. TU è sempre scritto in un grande progetto al quale cerchiamo ancora un nome adeguato.

TU
Tu puoi essere tante cose.
Il sorriso di oggi,
il rimpianto di ieri (o tutto il contrario),
il sogno e la paura di domani,
l’ oblio ed il ricordo incessante.
Tu puoi essere tante cose.
La gioia, il dolore
l’ indifferenza
e quant’altro si dibatte nell’anima.
Tu puoi essere tante cose.
La vita, la morte,
lo scorrere del tempo
ed il suo fermarsi improvviso,
come un’ape che si posa sul fiore
per prendere respiro.
Tu puoi essere tante cose.
Sole, luna,
la metalinea dell’orizzonte e del mare
che si toccano col cielo,
onda rabbiosa e vento impazzito.
Tu puoi essere tante cose.
Un bocciolo sfogliato per terra,
un gambo reciso per nulla,
un giardino segreto
violato soltanto dal tempo.
Per questo, tu puoi essere
un attimo fortuito, perduto, ritrovato,
un ciclo rotante e un contrattempo,
un’ antica fatalità che, nella mia vita,
a tratti ancora ritorna,
un’orma cancellata e calpestata,
una moneta donata
o costretta nel pugno,
un fazzoletto perduto di mano,
una foglia strappata dal vento,
una goccia aspersa,
un soffio un alito,
un brandello dell’ ultimo sogno,
un ultimo sogno a brandelli.
 
E puoi essere nulla.
E puoi essere destino.
Senza mai saperlo.
 
 (da : “ALBATE, poesie per qualunque amore” 2011)
 

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2 risposte a Note a margine n. 50

  1. Ispits ha detto:

    Un ‘bacio’ a Lei Professore porgo, ma le parole son di Cyrano, lui meglio di me esprime:

    “Ma poi cosa è un bacio?
    …un segreto detto sulla bocca, un istante d’infinito che ha il fruscio di un’ape tra le piante, una comunione che ha gusto di un fiore, un mezzo di potersi respirare un po’ il cuore e assaporarsi l’anima a fior di labbra! ”

    (Edmond Rostand (1868/1918)

  2. helena ha detto:

    …50 note, cinquanta note come un sottofondo musicale per accompagnare pensieri, riflessioni, eventi, accadimenti – oh quanti! – qui posti , trattati con grande professionalità, qualunque sia stato l’argomento in causa regalato. Non ci ha fatto mancare veramente niente , tenerezze, ironie, indignazioni, emozioni forti, denunce di problemi sociali, bellissime poesie, uomini che vanno per strada ognuno con il suo bagaglio, e il piacere di un caffè con lettura di giornale, e delizie di dolce tango. e…TU ? forse è anche rugiada generosa, a cui si aprono i fiori di un giardino segreto, custodito nella mente del cuore, per essere roridi sempre, a profondere ricordi odorosi d’amore.

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