Note a margine n. 45

PILLOLA

E’ la pillola del giorno dopo. Mette tutto a posto; ogni intemperanza, eccesso, crudeltà, trasgressione, follia o similari: dallo stupro individuale e/o di gruppo, all’accoltellamento, allo strangolamento, investimento pluriomicida, sommossa, alla messa a ferro e fuoco di una città, all’abbandono del bambino a cuocere in auto al sole…
L’ ultimo ritrovato made in Italy, frutto brevettato della ricerca interattiva e della perseverante collaborazione della psicologia criminale, della furbetteria canaglia, della scaltrezza forense, dell’ orientamento catodico-giudiziario, si chiama: “NON VOLEVO”; la formula ultrasperimentata: “NON SO CHE COSA MI SIA SUCCESSO”, il principio attivo: “FARLAFRANCA”. Nessuna controindicazione; effetti collaterali non rilevabili, esclusi quelli a danno delle vittime e della società in lista di attesa a chiedersi “quandotoccheràame?” Sotto i 14 anni, sono solo bambinate, passa da sé. Intoccabili, ma toccano eccome! Incapaci, ma capaci di tutto.
E’ la panacea che sistema tutto, si paga poco o nulla, in alcuni casi nemmeno il ticket, perché scattano gli esoneri e gli abbuoni sotto forma di perdono, di messa in prova, affidamento a casa famiglia, etc. Quando tutto manca, scatta la fattispecie “della giovane età dell’ imputato e della sua condizione personale caratterizzata da uno stato di emarginazione e dall’ arretratezza culturale”, oppure la “situazione di emarginazione sociale conseguente allo stato di immigrato, senza uno stabile lavoro e senza uno stabile riferimento in Italia dell’ imputato” dispensata dal SSN, ed ecco che l’imputato diventa la vera ed unica vittima “…che la vita ha reso crudele”.
Potendo, c’ è la specialità, miracolosa ma a tutto carico dell’ interessato colpevole ma: “in stato di transeunte incapacità di volere al momento del fatto”. Per pochi.
In breve: se siete una signora e vedete un giovanotto che, tra le gente, si sbraca in pubblico e piscia sulle aiuole dell’area attrezzata per bambini nel giardino comunale della città (che non è roba vostra, tenetelo ben presente!) e non sapete che quello è un giovane macellaio salvadoregno attrezzato di coltello professionale prêt-à-porter, non fate gli schizzinosi, i razzisti, non state lì a sottilizzare, a dirgli che non si fa. Che se poi quello vi dà una mezza dozzina di coltellate e vi riduce in fin di vita, non volendo, non andate a piangere e dar fastidio al Pronto Soccorso che già c’ ha tanto da fare. Tanto quello ‘non voleva e non sa che cosa gli è successo’. Magari, nel suo caso, era troppo concentrato sulla bisogna e voi troppo indiscreti e intempestivi. Va a finire così con la pillola del giorno dopo.
Ché se già il cuore non ragiona, figuratevi il vigoroso, anarchico pisello che, a piacere di natura, è ancora più distante dal cervello!

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2 risposte a Note a margine n. 45

  1. helena ha detto:

    Eh già! Perchè? …perche …perchè …perchè ? chiedevano sempre i bambini , e Mamma e Papà bene o male rispondevano , cercavano di spiegare i “misteri” davanti ai quali venivano a trovarsi i bimbi mano mano che crescevano, ed anche il camminare per strada era fonte di grandi curiosità di cui si riservavano il chiarimento. Oggi chiedono? e certo che chiedono, ma una tiratina di braccio un pochino più energica e una risposta qualsiasi buttata là in tutta fretta, è tutto quello che ricevono. Tanto a casa c’ hanno ceste piene di plastiche tecnologiche che li aspettano, e con una incredibile facilità imparano a muovere svelte le dita su ‘aggeggi’ di ogni tipo e misura, abilità quasi mai poi sfruttata ad uso diverso di apprendimento. E i bambini crescono in fretta e le case sono vuote o quasi, senza fratelli o sorelle con cui giocare . litigare, prendersi a spintoni, o farsi le boccacce: allora fuori, là c’ è il gruppo, il gregge che aspetta, ma senza pastore! (quando non c’è il gatto i topi ballano) ed è così , nel vuoto di sentimenti, di valori, di confronti, di esperienze magari anche un pò dolorose, che vanno avanti allo sbando, in cerca di volgari emozioni senza senso, ed anche terribili, sempre più spesso.
    Come fanno male l’amore! Où es tu, Raymond Peynet, et tes amoureux?
    Tutto è da rifare , il pianeta scuola per primo, con uomini capaci, responsabili, all’altezza della situazione, adeguatamente preparati per riparare allo sfacelo da cui siamo circondati. Ma, e alle loro spalle?

  2. ledy ha detto:

    Oggi questo blog del prof Lamacchia m’interessa e vorrei rispondere. Hai proprio ragione Michele,
    sono d’accordo con te in tutto. Non sopporto proprio questi giovani che quando chiedi loro cose
    semplicissime conforme alla loro età,ingenuamente ti rispondono ” Non so fare ”
    Ma perchè l’amore,( uso la parola amore per essere gentile e comprensiva,ma sarebbe più giusto
    chiamarlo con un altro nome )lo sanno fare bene, nei bagni della scuola,negli ascensori,in spiaggia
    di fronte a tutti senza un minimo di ritegno ?
    Poveri ragazzi !perdono la memoria,non si ricordano più anche quando con 10,15 o 20 coltellate,
    fanno fuori il loro amico,la loro ragazza,la loro madre !
    Improvvisamente,buio nella loro mente . Anche Misseri nella sua prima confessione disse
    di aver strangolato la nipote sotto l’effetto di un gran calore alla testa,ricordate ? Ma perchè,gli inquirenti,la polizia, la magistratura,ci crede a queste fandonie ?
    Forse non è giusto ma io la penso così.
    Ledy

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