Note a margine n. 43

IL PAESE DEL DOLCE STIL NOVO...

Leggo sulla stampa che il nuovo sindaco di Napoli, dell’ IDV, avrebbe ammonito il Capo (Di Pietro), colpevole, a suo parere di essersi avvicinato a Berlusconi: “Credo che stia tentando una svolta centrista. Non ha senso, perché il centro è già fin troppo ingolfato”. Ecco la misura del sistema: la casta va a fare la politica dove c’ è ancora posto, un poco di spazio per esistere e lucrare come partito e non dove la porterebbero le idee e i programmi per il bene del Paese. E se no, che ci va a fare? Utilitarismo della politica? Kiste è o paese d’ o sole! Mah!
L’A.N.M. (Associazione nazionale magistrati: attualmente pare che vi siano iscritti 8.284 degli 8.886 magistrati italiani in servizio) critica fermamente il progetto governativo che, in applicazione del principio fondamentale di cui all’ art.15 della Carta Costituzionale, mira a fare calmierare con una legge le intercettazioni telefoniche ed ambientali, e a regolamentarne la pubblicazione di fatti privati che non hanno alcuna rilevanza penale. Spiega il perché: perché vi sono altre priorità; lasciamo le cose come stanno. Ma queste non sono scelte di tipo politico che spettano solo al Governo e al Parlamento? Se fosse il contrario, non diremmo che il Governo è tiranno? ‘Cca nisciune è fesse!’ Mah!
Leggo da Wikipedia: “Le Quattro giornate di Napoli (27-30 settembre 1943) furono un episodio storico di insurrezione popolare avvenuto nel corso della seconda guerra mondiale tramite il quale, i civili, con l’apporto di militari fedeli al cosiddetto Regno del Sud, riuscirono a liberare la città partenopea dall’occupazione delle forze armate tedesche, coadiuvate da gruppi di fascisti italiani.
L’avvenimento, che valse alla città di Napoli il conferimento della medaglia d’oro al valor militare, consentì alle forze alleate di trovare al loro arrivo, il 1º ottobre 1943, una città già libera dall’occupazione nazista, grazie al coraggio e all’eroismo dei suoi abitanti ormai esasperati ed allo stremo per i lunghi anni di guerra. Napoli fu la prima, tra le grandi città europee, ad insorgere con successo contro l’occupazione nazista”
. Che amarezza pensare che nel giugno del 2011, le Quattro, per bocca del neo sindaco presa dalla foga preelettorale, diventarono Cinque (come le gloriose di Milano): anche queste dovevano servire a liberare Napoli, non dai crudeli Unni invasori uncinati, ma dalla “monnezza” invadente tracimata che invade e soffoca strade, vichi e vicoli. Lui, per prudenza, si era tenuto largo: ma, pure Cinque, per Napoli com’ è, sono poche assai: perciò questa volta l’ impresa non è riuscita! Altro che Linea Gustav, Linea Albert, Linea Caesar, Linea Hitler/Senger, Linea Gotica/Grüne Linie, Linea Barbara, Linea Bernhardt/Reinhard, Linea del Volturno! Questa è la Kamorr Linie: e Cinque Giornate, a pensarci meglio, dovevano parere un po’ pochine per poterci credere davvero,… ‘e nun ce vuleva a zingara p’ andivinà’ . Mah!
Ogni tanto, ma abbastanza spesso, nel nostro bel Paese le mammine (babbini, invece, li dimenticano) lasciano soli i pargoli (di pochi mesi o di pochissimi anni) in macchina, ben chiusi a crepare di caldo del sole o asfissiati: loro vanno a giocare alle slotmachine e ai gratta e vinci, vanno a ballare in discoteca, vanno al circolo velico, vanno a far la fila per un documento, vanno al supermercato, etc. I piccoli qualche volta, se sono dispettosi e irriverenti, defungono passando direttamente dal sonno alla morte; altre volte, più gentilmente, urlano e si fanno salvare da qualche passante che chiama la Polizia o i Carabinieri e questi li ricoverano in Ospedale. A volte, si salvano, pure. Vedete, la buona volontà?
Siamo stati bambini anche noi e ai nostri tempi questo non lo facevamo. Mah; bambini d’ oggi, invece!
Che sagome che sono: questi frugoletti poi crescono (se crescono) e vanno a scuola a farsi gli spinelli nei bagni, sesso svelto con le compagne compiacenti del videotelefonino immortalante, mettono le mani nelle mutande della prof. che, in cattedra, esibisce il tanga vis a vis o che, dopo la campanella, si intrattiene in aula per qualche “approfondimento” individuale o di gruppo; ma i loro genitori, sempre vigili e severi, poi, citano in giudizio e chiedono il risarcimento danni per il “turbamento esistenziale subito dalla normale evoluzione sessuale” dei loro innocenti delfini dai tredici anni in su, che qua e là stuprano in branco, bruciano vivi barboncini e barboni, sapete, le solite scherzose goliardate, cosa vuoi che sia, oppure si spesano dalle ricariche telefoniche quotidiane con un po’ di “ripetizioni orali”. Mah!
Ha da passà a nuttate!

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