Note a margine n. 19

L’ ISOLA E LA PROVVIDENZA

L’ isola di Lampedusa è letteralmente invasa da moltitudini di profughi provenienti dalla Libia, ivi accolti dalle strutture attrezzate dallo Stato ma liberi di circolare sul territorio. Malgrado il noto e sperimentato spirito di accoglienza degli isolani, la situazione ha raggiunto dimensioni non più sostenibili, secondo i residenti. Il Sindaco, premuto dalla cittadinanza ai suoi doveri di ufficio e per non incorrere nell’ omissione o nel rifiuto di atti, rispolverando una vecchia ordinanza, ha decretato il divieto – generalizzato, cioè per tutti – di bivacco e di deiezione nei luoghi pubblici: in parole povere, il divieto di accamparsi e di cagare e pisciare ovunque. Scusate la franchezza, ma è meglio intenderci.
Ma la Divina Provvidenza, sempre vigile, non abbandona mai nessuno e ci ha messo la mano, a mezzo terzi, come usa fare in certi casi, è corsa in aiuto: dicono, infatti, che la Procura di Agrigento abbia iscritto l’esigente Sindaco nel registro degli indagati per l’ipotesi di reato di istigazione all’odio razziale e abuso di autorità. Sapremo, poi, gli sviluppi e se il reato contestato ci sia stato. Un fatto potrebbe essere certo, ma l’ interpretazione è nelle mani del Signore. “Un caso che finisca bene è Provvidenza, un caso che termini male è Destino”, come non concordare con K. Hamsun?
Ecco; ben gli sta al fantasioso primo cittadino che, a seguito della registrazione, starà sperimentando personalmente i frequenti spasmi del contorcimento budellare e gli assalti improvvisi della pressione uretrale.
Ma, veramente pensava che il suo divieto e le relative multe per i violatori ne avrebbero dissuaso intestini e vesciche? E poi, oltre al diligente verbale di contravvenzione, che gli fai al malaccorto deiettore d’incoscienza? Gli ritiri la patente o gli confischi le mutande? Una colpa è sicura: eccesso di immaginazione aggravata dai futili motivi. Più futili di così!?

Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized. Contrassegna il permalink.

Una risposta a Note a margine n. 19

  1. helena ha detto:

    Questo forse il posto giusto per questa poesia di Muhammad Iqbal (1873 – 1938)

    No! Questo mondo decrepito deve diventar giovane ancora,
    e una sua pagliuzza dev’ essere dura e greve qual monte!
    Quel pugno di terra che onniveggente sguardo possiede nel petto
    abbisogna di grida impastate di cuore!
    Questo vecchio sole, questa vecchia luna camminano senza meta ciechi
    stelle nuove ci vogliono per ricostruire il mondo!
    Ogni bella fanciulla che mi si presenti allo sguardo
    è bella, sì, ma più bella dev’ essere ancora!
    Iddio mi dice: “Così è, e tu non dir più parole!”
    Ma risponde l’uomo: “Così è, ma altrimenti deve essere, e meglio!”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...